Pensieri Volanti: Il Diario di una Giornalista con la Testa Altrove

Il mondo è un posto magico fatto di storie, sogni e parole

“Cenerentola Senza Fata Madrina”

Il Ricordo di Mio Nonno e la Mia Fiaba Personale

Ho potuto conoscere un solo nonno, l’altro è mancato prima che io nascessi. Mio nonno era un tipo particolare, l’ho amato troppo tardi; prima ero troppo piccola per apprezzare il suo carattere duro. Nonno ha fatto la guerra, nel senso più spregevole del termine. Ha toccato con mano la morte di altre persone, padri, figli, fratelli, mariti. Dopo anni di prigionia, è riuscito a tornare dalla sua famiglia, dopo aver vissuto momenti che nemmeno sui libri sembrano così drammatici. Tornato dalla guerra, poteva fare tantissime cose, sapeva fare tutto, ma ha deciso di dedicarsi alla terra e al bestiame, creando la sua isola felice e la sua reputazione in paese. Nonno era un uomo straordinariamente buono, pur avendo conosciuto la cattiveria degli uomini.

Ho tanti ricordi di lui, ma uno in particolare mi ha segnato tanto. Dovevo fare un ballo americano negli Emirati Arabi; avevo comprato un bel vestito blu di seta, pieno di drappi e brillantini. In quel periodo della mia vita, non mi sentivo particolarmente bella, ero molto in disaccordo con la mia immagine allo specchio. Inoltre, ero una ragazza molto particolare agli occhi degli altri. Nonno volle vedermi vestita “a festa” nonostante il mio entusiasmo fosse davvero sotto le scarpe. Lo feci contento: mi imbellettai per lui alla buona, senza troppo impegno, solo per farlo contento. Nonno non era di molte parole e mi disse solo una frase: “Sei bellissima, sembri una principessa; lascia perdere chi non ti vede così, perché non ci capisce nulla”.

Le persone che mi conoscono sanno quanto io sia attaccata con i denti al mondo delle fiabe, e con quella frase nonno mi diede una gioia che mi fece sorridere, ma non ci feci molto caso. La notte del mio ballo, nonno morì. Come Cenerentola, quella notte persi la magia della mia fata madrina.

La vita ha continuato a scorrere inesorabilmente, e il ricordo di mio nonno quel giorno è rimasto vivido come un filmato digitale. Nonno mi manca terribilmente; era una roccia alla quale mi aggrappavo senza accorgermene.

Ho continuato a sognare la mia fiaba, ma crescendo ho capito che essere una principessa vuol dire tante cose: vuol dire combattere contro degli ostacoli oscuri, che siano una matrigna o un pregiudizio; vuol dire avere un animo buono e saper cantare. Ecco, forse per il canto sono un po’ scarsa, ma credo di poter essere la principessa che vedeva nonno; solo che, come nelle fiabe moderne, mi voglio salvare da sola.

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