
Lo scorso weekend del 13 e 14 Luglio ho partecipato alla “24 Ore in Bici” organizzata da Emiliano Cantagallo al circuito di Vallelunga, un’ esperienza straordinaria ed indimenticabile, intrisa di emozioni forti e sincere. Ho trascorso 24 ore con la squadra di mio fratello Michele, squadra che ha incarnato, secondo me, i veri valori del ciclismo. Non è necessario essere atleti super allenati per essere campioni; la squadra di Michele ha dimostrato che il cuore vince sempre su tutto.
Questo spirito è incarnato perfettamente da mio fratello Michele, che non è solo un ciclista appassionato ma anche un imprenditore di successo. Se si potesse quantificare il successo di un imprenditore sulla base dell’affetto ricevuto dalle persone, potrei certamente affermare che mio fratello è un imprenditore di grande successo. Ha raggiunto i suoi obiettivi di vita e di lavoro grazie alla sua determinazione e alla volontà di non accontentarsi mai, iniziando sempre dal basso. Questa umiltà gli ha permesso di spostare l’asticella sempre più avanti, anche se a volte con piccoli passi.
In bicicletta come nella vita, Michele ha dimostrato che la vera forza risiede nel cuore e nella capacità di affrontare ogni sfida con umiltà e determinazione.
Ma torniamo a noi…
Dormire nel paddock insieme a tutti è stato un momento toccante e unico. Condividere spazi e sogni con persone che lottano per lo stesso obiettivo ha unito tutti noi in modo profondo. La cosa più bella è stata comprendere il vero significato di essere squadra: quando c’era bisogno di qualcosa, qualcuno trovava sempre soluzioni, offrendo supporto emotivo e pratico. Questo spirito di collaborazione e mutuale aiuto ha rappresentato un valore assoluto, rendendo questa esperienza irripetibile e speciale.
La 24 Ore in Bici è stata molto più di una competizione: è stata una celebrazione dell’amicizia, della solidarietà e della passione per il ciclismo, e una conferma che, alla fine, è il cuore a fare la differenza. Quella notte, sotto il cielo stellato di Vallelunga, c’era un’energia palpabile nell’aria. Ogni pedalata, ogni sorriso e ogni parola di incoraggiamento erano carichi di significato. Anche con la fatica nelle gambe, l’entusiasmo e la passione ci spingevano a non mollare mai. Michele, con il suo esempio di perseveranza e umiltà, era una fonte di ispirazione costante per tutti noi.
Ricordo un momento particolare, quando uno dei membri della squadra ha avuto un problema con la sua bicicletta anche nel bel mezzo della notte. Senza esitazione, Michele e altri compagni si sono precipitati ad aiutarlo, dimostrando una dedizione e una solidarietà che andavano oltre la semplice competizione. In quegli istanti, ho capito quanto fosse potente il legame che ci univa.
Le ore passavano, e con il sorgere del sole, il circuito di Vallelunga si è illuminato di una nuova luce. Nonostante la stanchezza, c’era una gioia indescrivibile nei nostri cuori e si vedeva chiaramente negli occhi di chi, nonostante non fosse una competizione, ci metteva tutto. Ogni traguardo tagliato, ogni chilometro percorso era una vittoria condivisa, un piccolo tassello di una grande avventura.
Quando finalmente abbiamo tagliato il traguardo finale, l’emozione era travolgente. Abbracci, risate e lacrime di gioia hanno suggellato un’esperienza che resterà per sempre nel mio cuore. Ho capito che essere una squadra significa essere una famiglia, dove ognuno è pronto a sostenere l’altro, a spingersi oltre i propri limiti e a condividere ogni momento, bello o difficile che sia.
La sorpresa più grande è arrivata quando hanno annunciato i risultati. La nostra squadra aveva vinto nella nostra categoria! La gioia esplosa in quel momento era incontenibile. Ognuno di noi aveva contribuito con il proprio impegno, sacrificio e passione, e quella vittoria rappresentava la somma di tutti i nostri sforzi. Michele, con la sua guida ispiratrice, è stato il primo ad abbracciarci uno ad uno, sottolineando quanto fosse orgoglioso di ciascuno di noi.
La vittoria di categoria è stata un riconoscimento del nostro lavoro di squadra, ma anche della forza del cuore e della mente che ciascuno di noi ha messo in ogni pedalata. Non eravamo solo una squadra di ciclisti; eravamo un gruppo di amici, di sognatori, di persone disposte a lottare insieme per raggiungere un obiettivo comune.
La premiazione è stata un momento magico. Sul podio, con il prosciutto in mano, che sembrava davvero aver preso la forma di una coppa, e i cuori pieni di orgoglio, dedicando quella vittoria a tutti coloro che ci avevano sostenuto. È stato un trionfo non solo per noi, ma per tutti quelli che credono nella forza della squadra e nella bellezza del ciclismo come metafora della vita.
Quella pomeriggio, sotto il chiarore di Vallelunga, abbiamo festeggiato come una grande famiglia, ricordando ogni momento della gara e celebrando ogni piccolo traguardo raggiunto. La nostra vittoria non era solo una medaglia, ma la testimonianza che con il cuore, l’impegno e il supporto reciproco, ogni obiettivo è raggiungibile.
La “Giornata di Roma: 24 Ore in Bici” organizzata da Emiliano Cantagallo al circuito di Vallelunga per me non sarà mai dimenticata. È stata un’avventura che ha rafforzato legami, ha insegnato il valore del lavoro di squadra e ha celebrato il vero spirito del ciclismo. Michele, con la sua umiltà e la sua determinazione, ha dimostrato che il vero successo non si misura solo con le vittorie, ma con l’affetto e il rispetto delle persone che ti circondano. E quella vittoria di categoria è stata la ciliegina sulla torta di un’esperienza straordinaria.
La “Giornata di Roma: 24 Ore in Bici” è stata una celebrazione della vita, della passione e del cuore. E in tutto questo, Michele ha dimostrato che la vera forza risiede nell’umiltà, nella determinazione e nella capacità di non arrendersi mai. Grazie a lui e a tutta la squadra, ho vissuto una delle esperienze più significative e toccanti della mia vita, una di quelle che ti cambiano per sempre e ti fanno capire il vero significato della parola “squadra”.



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