Pensieri Volanti: Il Diario di una Giornalista con la Testa Altrove

Il mondo è un posto magico fatto di storie, sogni e parole

Un Cesto di Amore: Tra Ciliegie e Amarene

L’amore visto con gli occhi della dolcezza e dell’acidità

Amare è una cosa assurda. Amare è una cosa difficilissima. Amare è il risultato di come siamo stati amati. Amare è il peso delle aspettative sulla vita. Amare è tutto o niente. Amare è fatto di processi complessi, perché se prima non ami te stesso, non riuscirai mai ad amare in modo sano.

Ma amare se stessi è ancora più complicato. Amare se stessi vuol dire accettare l’immagine che viene riflessa allo specchio. Amare se stessi vuol dire accettare i fallimenti e le delusioni che provengono proprio da noi. Amare se stessi vuol dire accettare di avere una porta nera, oscura, con una stanza vuota e senza luce, dove dentro c’è una paura enorme. Amare se stessi vuol dire combattere contro i mostri fuori, come le cattiverie e i dispetti, e combattere contro i mostri dentro, quelli che conosciamo bene, quelli che spesso ci hanno consolato e abbracciato nei momenti di depressione e disperazione. Distruggerli non sarà mai un compito semplice, magari non avverrà mai, ma prenderli per mano sarà l’unica cosa che si può fare. Se non si superano tutti questi gradini, amare sarà la cosa che porterà alla distruzione.

Amare un’altra persona spesso vuol dire mettere da parte l’orgoglio e tendere la mano verso una persona che anche ferendoti ti sta dimostrando che comunque sta provando a sistemare le cose. Amare un’altra persona vuol dire accettare le mancanze avute durante la vita e non renderle ossessioni.
Significa guardare oltre i difetti, accogliere l’imperfezione e vedere la bellezza nella vulnerabilità. Amare qualcuno richiede un coraggio immenso, la forza di esporsi e di condividere le parti più nascoste di sé stessi.
Quando amiamo, ci confrontiamo con le nostre paure più profonde. Le relazioni diventano specchi che riflettono le nostre insicurezze e i nostri sogni irrisolti. In questo gioco di riflessi, impariamo a conoscerci meglio, a comprendere le nostre radici emotive e a navigare attraverso le acque tumultuose dei sentimenti.

L’amore richiede pazienza, sia verso noi stessi che verso l’altro. È un cammino fatto di piccole conquiste quotidiane, di ascolto e di dialogo, di compromessi e di gesti di cura. Amare significa saper chiedere scusa e saper perdonare, riconoscendo che tutti, in fondo, siamo esseri imperfetti in cerca di connessione.
In questo viaggio, l’amore ci insegna la resilienza. Ci mostra che le cicatrici possono diventare segni di forza e che le difficoltà possono essere superate insieme. Amare vuol dire costruire un rifugio sicuro dove poter essere autentici, dove poter crescere e trasformarsi.
E così, l’amore diventa un atto di creazione. Non solo di un legame con un’altra persona, ma di una versione migliore di noi stessi. È un processo in continuo divenire, un’opera d’arte che richiede tempo, dedizione e una profonda consapevolezza. Solo così, attraverso l’amore, possiamo trovare la nostra vera essenza e, forse, un po’ di felicità.

Vi siete mai chiesti la differenza tra ciliegie e amarene? Le ciliegie sono più grandi e rotonde, la loro buccia può variare dal rosso chiaro al rosso scuro, fino a quasi nero, a seconda della varietà. Le ciliegie sono dolci, succose e generalmente vanno consumate fresche. Alcune varietà possono avere una nota acidula, ma il sapore predominante è dolce. Le amarene sono più piccole e più scure rispetto alle ciliegie. La loro buccia è solitamente di un rosso più scuro. Le amarene sono notevolmente più acidule e meno dolci rispetto alle ciliegie. Questa acidità le rende meno adatte al consumo fresco, ma molto apprezzate in cucina.

L’amore è come un cesto di frutta mista, pieno di ciliegie e amarene. Ci sono quei momenti in cui l’amore è puro come una ciliegia matura, dolce e avvolgente, che esplode in bocca con una dolcezza che tocca l’anima. Sono quei giorni in cui ogni sorriso, ogni abbraccio, ogni sguardo condiviso sembra perfetto, riempiendo il cuore di gioia e serenità. È come camminare in un giardino fiorito sotto il sole, dove ogni cosa sembra brillare di una luce speciale, e ogni istante è un sorso di felicità.

Ma poi ci sono le amarene, quei frutti piccoli e scuri che rappresentano le sfide dell’amore. Assaggiarne una può essere come affrontare un momento difficile: la loro acidità può farci chiudere gli occhi e storcere il viso. Sono i giorni delle incomprensioni, delle parole dure, delle distanze che sembrano insormontabili. È quando l’amore mette alla prova la nostra forza, la nostra pazienza, la nostra capacità di perdonare e di andare avanti.

Eppure, proprio come le amarene possono essere trasformate in qualcosa di incredibilmente dolce, anche le difficoltà nell’amore possono portare a una bellezza più profonda. Le sfide ci costringono a scavare più a fondo, a vedere l’altro con occhi nuovi, a scoprire una forza interiore che non sapevamo di avere. Quando superiamo insieme questi momenti, l’amore si rafforza, si arricchisce di nuove sfumature e diventa qualcosa di più solido e prezioso.

L’amore, con le sue ciliegie e le sue amarene, ci insegna che la vita non è fatta solo di momenti perfetti. È fatta di dolcezza e di acidità, di gioia e di dolore, di luce e di ombra. Imparare ad abbracciare entrambi gli aspetti, a gustare ogni momento per quello che è, ci permette di vivere un amore più autentico e completo.

Quindi, quando la vita offre un cesto di frutta mista, credo che bisogni accettare sia le ciliegie che le amarene. Gustare la dolcezza delle ciliegie con gratitudine, e affrontare l’acidità delle amarene con coraggio. Ricordare che ogni esperienza, dolce o amara, contribuisce a rendere il viaggio unico e straordinario. E proprio come la marmellata di amarene può diventare la più prelibata delle conserve, anche le sfide dell’amore possono trasformarsi nelle più belle storie di resilienza e crescita.

Lascia un commento