Pensieri Volanti: Il Diario di una Giornalista con la Testa Altrove

Il mondo è un posto magico fatto di storie, sogni e parole

Le Nuove Frontiere del Cicloturismo: L’Eroica 2024 a Gaiole in Chianti

A volte non serve partecipare in prima persona per sentire l’energia e l’emozione di un evento. È sufficiente ascoltare i racconti di chi l’ha vissuto. È così che mi è stato trasmesso l’entusiasmo di L’Eroica 2024, un viaggio straordinario nel passato, capace di unire persone, storie e passioni diverse, sotto il segno di un amore comune: quello per il ciclismo autentico.

I ragazzi di Tecnobike, il negozio di ciclismo e squadra sportiva di Anguillara Sabazia, hanno portato un pezzo del loro territorio sabatino nelle colline senesi, partecipando con venti appassionati a L’Eroica. Per tre giorni, si sono immersi in un’esperienza che va oltre la semplice competizione: è stata un vero e proprio tuffo nel passato, fatto di polvere, sudore, strade bianche e biciclette d’epoca.

Gaiole in Chianti, piccolo borgo di circa 2.000 anime, ha accolto la 27ª edizione de L’Eroica, un evento che ogni anno richiama migliaia di ciclisti da tutto il mondo, desiderosi di vivere una pedalata d’altri tempi. Quest’anno, quasi 10.000 partecipanti si sono ritrovati tra queste colline, e tra loro, tredici ciclisti del territorio del Lago di Bracciano hanno portato con orgoglio i colori di Tecnobike  e Ciclisticamente. Due realtà che da tempo lavorano per promuovere il cicloturismo, creando occasioni per avvicinare le persone alla bellezza del viaggiare in bici.

L’Eroica non è solo una gara, è molto di più. È un viaggio nel tempo, una finestra aperta sul ciclismo di un’altra epoca, dove le persone pedalano su biciclette d’epoca, indossano maglie di lana e si sfidano non per vincere, ma per il puro gusto di vivere l’esperienza. È il rumore delle ruote che scivolano sulla ghiaia, l’odore della campagna toscana, l’adrenalina mista alla fatica, e soprattutto, l’incontro di storie e persone.

Ogni partecipante porta con sé un pezzo del proprio mondo, e a L’Eroica questo si vede e si sente. Si incontrano ciclisti provenienti da città, regioni e persino paesi diversi, ognuno con il suo vissuto, ognuno con una storia da raccontare. Durante le soste nei punti di ristoro, tra un bicchiere di vino e un piatto di ribollita, si scambiano sorrisi, consigli e ricordi. C’è un senso di comunità che raramente si trova altrove: la sensazione di essere parte di qualcosa di più grande, di condividere una passione che va oltre il semplice gesto del pedalare.

I ragazzi di Tecnobike  e Ciclisticamente sono tornati pieni di racconti. Parlano della fatica affrontata insieme, del sostegno reciproco e di quanto sia stato straordinario vedere ciclisti di ogni età e nazionalità interagire come se si conoscessero da sempre. “A L’Eroica, non sei solo un partecipante, sei parte di una storia comune, fatta di polvere, strade bianche e passione” racconta uno dei ciclisti sabatini con un sorriso pieno di soddisfazione.

Una delle immagini più potenti che mi hanno descritto è stata l’entrata in Piazza del Campo, a Siena. Immaginate: questa piazza storica, solitamente riservata alle folle del Palio, invasa da ciclisti provenienti da tutto il mondo. Stand pieni di dolci tipici, bevande, e cibo tipico senese che incuriosisce i turisti, figuriamoci gli atleti. Una vera festa. Ma non solo per chi pedala. L’evento diventa un’occasione per il territorio stesso di mostrarsi al mondo, di accogliere i visitatori e di farli sentire parte di una grande famiglia. Il turismo che ruota attorno a L’Eroica è fatto di rispetto, scoperta e condivisione. È un turismo che fa bene a tutti, sia a chi lo vive sia a chi lo ospita.

Quello che rende questa esperienza così speciale è il desiderio di riportare un po’ di quello spirito anche nel nostro territorio. “Partecipare a L’Eroica è stato un modo per capire cosa possiamo fare anche noi nel nostro territorio” racconta Marco Corleto, presidente dell’ASD Ciclisticamente. “Abbiamo luoghi incredibili intorno al Lago di Bracciano, perfetti per il cicloturismo, e possiamo creare qualcosa di altrettanto speciale. Non si tratta solo di pedalare, si tratta di connettersi con il territorio, con le persone.”

Alcuni passi in questa direzione sono già stati fatti, come il Trail dei Papi organizzato da Giorgio Sigillò, che ha visto la sua prima edizione quest’anno. Ma c’è ancora tanto da costruire. “Dobbiamo continuare a credere nel cicloturismo come opportunità di sviluppo sostenibile. Non è solo una questione sportiva, ma anche di crescita per il nostro territorio, di creare qualcosa di duraturo e coinvolgente” aggiunge Corleto.

Un aspetto importante è stato il supporto che Tecnobike ha fornito ai suoi ciclisti. Non si tratta solo di preparare le biciclette d’epoca, ma anche di creare il giusto spirito di gruppo, di condividere una passione che diventa un’avventura collettiva. Il negozio ha curato il restauro e la preparazione dei mezzi storici, rispettando i regolamenti rigorosi di L’Eroica, e ha persino noleggiato biciclette d’epoca a chi non ne aveva una, permettendo a tutti di vivere l’esperienza in pieno.

La partecipazione sabatina a L’Eroica non è stata solo una dimostrazione d’amore per il ciclismo, ma anche una riflessione su come il cicloturismo possa essere una risorsa per il futuro. Gli eventi come questo non solo celebrano il passato, ma gettano le basi per un turismo sostenibile, che valorizza le comunità locali e il rispetto per l’ambiente.

Il territorio del Lago di Bracciano ha tutte le caratteristiche per accogliere questo tipo di turismo, grazie al lavoro instancabile di realtà come Tecnobike  e Ciclisticamente. L’esperienza di L’Eroica non è solo un’avventura personale, ma un’ispirazione per costruire un futuro più verde, più rispettoso e più connesso, dove la bici diventa simbolo di comunità, scoperta e crescita.

Una delle testimonianze che mi ha colpito di più è stata quella di mio fratello Michele. Quando mi ha raccontato la sua esperienza a L’Eroica, è riuscito a descrivere la sua esperienza con parole che sembrano dipinte su una tela ad olio. Mentre parlava sembrava che stesse dipingendo un quadro, come se ogni parola fosse un pennellata. Il modo in cui ha raccontato quei momenti mi ha profondamente emozionato, perché è riuscito a catturare l’essenza di quei momenti con una sensibilità incredibile riuscendo a catturare l’essenza di questo evento in una maniera viscerale e poetica.

“Le sensazioni più belle arrivano quando percorri le strade bianche, immerso tra i filari di vino, e davanti a te le colline si perdono all’orizzonte, giocando con le nuvole che scorrono veloci. È una pace totale. Ti senti parte di un ambiente quasi magico, e ti rendi conto che hai il dovere di rispettarlo, di proteggerlo. Il suono del ghiaietto bianco che scricchiola sotto le ruote, gli odori che ti circondano… tutto ti fa capire che sei dentro un sistema complesso che, nella frenesia di tutti i giorni, spesso non consideriamo.”

Le sue parole mi hanno trasportato lì, in quel paesaggio, come se lo stessi vivendo anch’io. Mi ha fatto capire che L’Eroica non è solo una gara, ma un vero viaggio, non solo fisico ma anche emotivo. Pedalare tra le colline toscane, in quei luoghi che sembrano sospesi nel tempo, è come ritrovare una connessione profonda con la natura. E spesso ce ne dimentichiamo.

“Forse l’emozione più grande è proprio questa, quella combinazione di fatica e di pace che senti dopo aver percorso 100 km. Non è una competizione, ma ti spinge a dare il massimo. E dentro di te scopri delle forze che non sapevi nemmeno di avere. Questa è L’Eroica.”

Ascoltarlo mi ha fatto riflettere su quanto a volte siamo distanti dalla semplicità delle cose. L’Eroica non è solo una sfida sportiva, è una sfida con te stesso, con i tuoi limiti, ma anche una riscoperta di tutto quello che di solito diamo per scontato: il rumore della ghiaia sotto le ruote, l’aria fresca che ti avvolge, la bellezza del paesaggio che ti circonda.

Questa è la vera magia de L’Eroica: non solo pedalare su strade storiche, ma farlo in modo che ti riconnetta con ciò che ti circonda, che ti faccia riscoprire una parte di te che forse hai dimenticato nella vita di tutti i giorni. È come rallentare il tempo per un po’, per vivere a pieno il presente e sentire di nuovo quella forza interiore che spesso ci sfugge nella frenesia della vita.

Michele è riuscito a raccontare quest’esperienza in un modo che ha toccato corde profonde dentro di me. E forse questa è la vera bellezza di L’Eroica: non importa se partecipi o se ascolti chi c’è stato, perché in entrambi i casi, riesci a percepire la forza e la bellezza di questo viaggio.

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