Lei non si può spiegare.
È un’anima fatta di contrasti, un campo di battaglia tra il buio e la luce, tra la paura di cadere e il desiderio di volare. Ci sono giorni in cui si spegne, in cui tutto intorno a lei perde colore e significato. Giornate in cui il mondo sembra troppo pesante da sopportare, in cui ogni respiro è un atto di resistenza. Si chiude dentro sé stessa, tra le mura del suo silenzio, lasciando fuori chiunque provi a bussare. Resta lì, intrappolata nei suoi pensieri, in un labirinto fatto di ricordi, di rimpianti, di domande senza risposta.
Ma poi ci sono giorni in cui qualcosa dentro di lei si accende. Giorni in cui il cuore le esplode nel petto, scalpitante, come se volesse liberarsi da tutto il dolore accumulato. Allora riapre gli occhi, si lascia sfiorare dal vento, permettendo alla speranza di infiltrarsi tra le crepe della sua anima. In quei momenti si concede di credere ancora, di farsi sorprendere dalla bellezza delle piccole cose, da un raggio di sole che filtra tra le nuvole, da una carezza inaspettata, da una parola gentile.
Lei è tempesta e quiete, è il fragore del mare in tempesta e la dolcezza della pioggia che accarezza la terra. È fatta di cicatrici che bruciano ancora e di sorrisi che sanno nascere dal niente, come fiori che sbocciano tra le rovine. Ogni ferita che porta addosso è un ricordo di ciò che l’ha spezzata, ma anche la prova della sua capacità di resistere, di non cedere. Dentro di lei c’è il peso di un passato che a volte la schiaccia, ma anche la forza di chi, nonostante tutto, continua a rialzarsi.
E ogni volta che solleva lo sguardo su questa vita, con occhi nuovi, con un filo di speranza che le sfiora il cuore, è lì che ricomincia. Ricomincia a credere, a lottare, ad amare. Perché in fondo, anche se non lo dice, anche se a volte se ne dimentica, lei è fatta per questo: per rinascere, sempre, anche dopo il dolore più grande.


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