Il 3 maggio 2025 si è celebrato un traguardo importante: dieci anni in volo in formazione del Fly Fano Team. Per l’occasione mi sono recata presso l’aviosuperficie Valcesano, dove, tra abbracci, ricordi e motori che scaldano il cuore prima ancora di accendersi, ho potuto condividere con i protagonisti di questa straordinaria avventura un momento di festa autentico.
Lì ho ritirato le litografie dedicate all’impresa del Royal International Air Tattoo di Fairford, un ricordo tangibile di una delle imprese più belle mai realizzate nel mondo del volo da diporto e sportivo italiano.
Ma qualcosa mancava. Mancava una firma. La firma di Walter.
Quel piccolo spazio vuoto sulla carta ha subito preso il peso di un grande silenzio. E in quel momento ho sentito tutto.
Mi ha commosso profondamente ricordare Walter, con affetto sincero. Lui che ha lottato con dignità, che ha volato con loro fino all’ultimo, che ha vissuto il sogno di Fairford con occhi pieni di cielo e libertà.
La sua assenza ha risuonato forte, ma allo stesso tempo la sua presenza è stata ovunque: nei racconti, nei sorrisi, nei ricordi dei suoi compagni di volo.
Perché Walter vola ancora, solo un po’ più in alto.
Condivido qui il mio ricordo del Fly Fano Team a Fairford che mi porto dentro come un segno indelebile di un’esperienza unica e indimenticabile.
“C’è una frase che mi torna spesso in mente quando ripenso a questa impresa: ‘Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa.’ Lo scriveva Peter Drucker. Ed è proprio da lì che parte il nostro racconto.”
Tutto è iniziato a Fano, questo piccolo angolo delle Marche affacciato sull’Adriatico. È lì che Davide Picchi, pilota esperto VDS, ha dato forma a un sogno che sembrava impossibile: creare una squadra di appassionati del volo, uniti non solo dal cielo, ma da una visione. Così è nato il Fly Fano Team.
Ma la passione per il volo non conosce confini. E quel sogno ha cominciato presto a guardare oltre: oltre i cieli italiani, oltre le Alpi, fino all’Inghilterra, dove il volo è cultura, tradizione, identità.
Nel 2015 il primo traguardo: il RAF Cosford Air Show. Fu un’impresa. Addestramenti duri, corsi, fatica, paura. Eppure, anche lì, c’ero. Non in volo, ma in ogni attesa, in ogni preparativo, a raccogliere pezzi di sogno e trasformarli in memoria. Il Colonnello Aniello Violetti, grande amico, fu guida e ispirazione. Fu lui a dare struttura alla follia.
La prima volta sopra la Manica fu emozione pura. Quando l’Inghilterra apparve all’orizzonte, ogni sacrificio ebbe senso. Il Fly Fano Team fu il primo nel mondo VDS italiano a rappresentare il nostro Paese in un air show internazionale. Orgoglio, sì. Ma anche umiltà. Sempre.
E poi, come accade ai sognatori, Davide guardò ancora più lontano. Il Royal International Air Tattoo, il RIAT. Fairford. Il più grande air show militare del mondo. Lì dove volano i giganti.
Nel 2022, dopo la pausa forzata del lockdown, il sogno ha ripreso quota. Io ero con loro, passo dopo passo. Ogni piano di volo, ogni briefing, ogni notte di ansia. La rotta era nota, ma il volo era nuovo. Ogni viaggio lo è.
Alle 5:30 del 13 luglio, da Fano, il Fly Fano Team è decollato. In testa Davide Picchi e Alberto Cunsolo, sul P200. A seguire François Pianta, Oscar Annunziata, Ettore Monni, Renzo Greci, Roberto Marinelli, Andrea Dionigi e Gabrio Rochetti. In coda, come “tanker”, Walter Melucci e Massimo D’Antoni, a bordo del loro Cessna 172 RG.
Il nostro Walter. Con lo sguardo sereno e l’anima già oltre le nuvole.
L’alba colorava l’Italia in modo diverso, come se il cielo sapesse. Ogni scatto, ogni nota, ogni sorriso era parte di una sinfonia perfetta. Poi il meteo ci ha messo alla prova. Fermata in Francia. Decisione difficile. Ma come ci siamo detti più volte: Safety is paramount. La sicurezza prima di tutto. I sogni non scadono.
Grazie al supporto costante da terra di Rocco Zinnarosu e con me pronta a documentare tutto, il team è riuscito a rientrare nei tempi. E finalmente: la Manica, il bianco di Dover, il cielo d’Inghilterra.
L’arrivo a Fairford fu da brividi. Attesa. Red Arrows e Black Eagles in display. Poi, l’ok. Atterraggio preciso, pulito. I piccoli velivoli del Fly Fano Team accanto a mostri sacri dell’aviazione come l’Air Force One. E noi, lì. A raccontare, con le nostre livree, una storia diversa. Quella di chi vola per amore.
La livrea del nostro Leader era un racconto volante: la bandiera inglese sulle ali, in omaggio fiero e rispettoso a chi ci ospitava; Icaro sulla fusoliera, che questa volta non ha bruciato le sue ali, ma ha trovato la forza di attraversare la Manica e tornare a casa; e poi Peter Pan, a danzare sulla prua, come un compagno di sogno che indicava la rotta, ricordandoci che per volare davvero basta un pizzico di coraggio e un po’ di polvere magica nel cuore. Perché in ogni pilota vive un bambino che non vuole crescere.
E i bambini ci guardavano davvero. Con occhi grandi, stupiti. Le nostre ali raccontavano storie anche a loro. Lasciammo spille, palloncini, un po’ di noi.
Ma il ricordo più intenso di tutti… si chiama Walter.
Walter Melucci. Lottava contro un male che sapeva difficile da sconfiggere. Ma nulla, nulla avrebbe potuto tenerlo a terra. “Portami con te”, mi disse. Non lo dimenticherò mai. I suoi occhi, pieni di cielo, di libertà, di voglia di esserci.
E c’era. Eccome se c’era. Quel viaggio è stato per lui il più bello. Ce lo disse. E lo è stato anche per noi. Perché ci ha insegnato che si può volare anche quando il corpo non regge più. Basta avere l’anima leggera.
Walter ha lasciato un vuoto immenso. Ma anche una luce che non si spegne. Una scia luminosa che continua a brillare dentro ognuno di noi. Perché, come diciamo noi: un pilota non muore mai. Vola solo più in alto.
Il viaggio del Fly Fano Team non finisce qui. Continua. In ogni display, in ogni decollo, in ogni sogno che ancora non ha preso forma. E io continuerò a raccontarlo. Perché è anche il mio viaggio. Fatto di vento, cielo, e un po’ di quella “polvere magica” che Walter ci ha lasciato nel cuore.









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